Pillole di DIVINA

Storia di alcuni personaggi meno noti della divina commedia

Pillole di DIVINA a cura della Prof.ssa Federica MINGOZZI, insegnante di materie letterarie all’Istituto Carlo Alberto di Novara, nonché guida turistica, delegata FAI e conduttrice televisiva di apprezzati programmi culturali su Videonovara


Pillole di Divina: personaggi meno conosciuti della Divina Commedia (ma per questo non meno simpatici).
Capaneo If XIV
Capaneo si trova nel III girone del VII cerchio, dove sono puniti i violenti contro Dio. I dannati si trovano in una landa ricoperta di sabbia infuocata, battuti da una pioggia di fuoco. Tra loro, se ne nota uno dall’aspetto imponente, sdraiato al suolo e indifferente alle fiammelle. Dante, incuriosito dalla situazione, chiede spiegazioni a Virgilio; il dannato stesso risponde dicendo: “Qual io fui vivo, tal son morto”, aggiungendo che se anche Giove gli scagliasse addosso tutte le folgori fabbricate, non potrebbe vendicarsi di lui. Persino Virgilio perde la pazienza e gli risponde che proprio per la sua superbia smisurata è punito all’Inferno. Spiega poi a Dante di chi si tratta: “Questi fu l’un d’i sette regi/ch’assiser Tebe; ed ebbe e par ch’elli abbia/Dio in disdegno, e poco par che’l pregi;/ma, com’io dissi Luigi, li suoi dispetti/sono al suo petto assai debiti pregi” If, 68-72
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A cura di Federica Mingozzi


Pillole di Divina: personaggi meno conosciuti della Divina Commedia (ma per questo non meno simpatici).
I centauri If XII
I centauri sono i guardiani del primo girone del VII cerchio dell’Inferno, dove sono puniti i violenti contro il prossimo. Hanno il compito di tenere i dannati immersi nel Flegetonte, qualora questi emergano più del dovuto. Vengono nominati Chirone, precettore di Achille; Nesso, ucciso da Ercole, che di questi si vendicò facendolo morire tra atroci dolori per mezzo di una tunica impregnata di sangue avvelenato; Folo, che scatenò, da ubriaco, la guerra contro i Lapiti.
“Quelli è Nesso/che morì per la bella Deianira/e fé di sé la vendetta elli stesso./E quel di mezzo, ch’al petto di mira,/è il gran Chiron, il qual nodrí Achille;/quell’altro è Dopo, che fu sì pien d’ira.” If, 67-72
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A cura di Federica Mingozzi

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