Marco Marroccu
Socio Del Centro Culturale ARTENOVA
Biografia
IO DIPINGO I MOSTRI
Io dipingo i Mostri del vivere, e celebro la Rinascita dopo i mostri.
Qualcuno ha visto nei miei quadri una rabbia spaventosa. Questo mi ha fatto piacere. Qualcun altro ci ha letto angoscia e paura, e qualcun altro ancora una serenità inattesa.
Potrei dirlo con le parole che usano gli esperti, qualcosa tipo:
“Marco Marroccu si fa portavoce di un’estetica viscerale, dove la tela diventa il campo di battaglia esistenziale per l’eterno conflitto tra le ombre del reale e la catarsi della rinascita, elevando il dolore a preludio di una luminosa palingenesi spirituale”
e potrei farlo, se vuoi.
Ma io dipingo i mostri e non voglio addolcirli: voglio soltanto che stiano lì, belli fermi sulla tela, così che la rinascita avvenga.
I miei quadri raccontano di donne con lividi, che affrontano quelle mani strette intorno al collo e decidono di dare una svolta alla propria vita; raccontano della lenta e faticosa ripresa dopo una brutta malattia o dopo una perdita, di uomo che crolla dopo ore infinite di lavoro, e del bambino timido che riprende in mano la sua vita e affronta i suoi bulli. Della depressione, della fame, dell’economia che ti strangola, di uomini privati dei figli. Raccontano i mostri dei vivere, e la rinascita dopo i mostri.
Se non hai mai incontrato un Mostro, dentro o fuori di te, non ci hai combattuto, non hai mai cercato una rinascita, la mia arte non fa per te.
Ma se l’hai incontrato lo sai: i mostri veri non sono Dracula: i mostri sono tra di noi e dentro di noi, e rinascere è il nostro inarrestabile potere.
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Di origine sarda, sono nato in Piemonte nel ’73, dove tuttora vivo. Autodidatta, disegno da sempre.
Negli ultimi anni ho esplorato la pittura come una sorta di “magia di guarigione”: fin dall’antichità l’Uomo associa all’immagine il potere di curare e di plasmare la realtà, in ogni cultura primordiale. Persino nel nostro mondo iper-tecnologico, ogni nuova realtà è sognata da un artista prima di essere sposata e realizzata dalla scienza – che sia uno smartphone, un nuovo farmaco o un razzo spaziale.
E quindi ora che l’arte ha toccato ogni estremo, la mia ricerca è volta a riportarla alla sua origine e primo intento: guarire e plasmare la realtà.
Ho dipinto per guarire me stesso dopo il periodo più buio della mia vita, rappresentando sulla tela il dolore e l’angoscia che mi portavo dentro, e io per primo ho ripreso a vivere. Ora dipingo per aiutare chi mi sta a cuore a guarire, a trasformare, a rinascere.
Ogni opera è un viaggio dentro di me e dentro la persona ritratta. Ogni pennellata è un atto intenzionale per riparare e guarire: un taglio nero per il male; un’onda blu per la serenità, viola per la salute, rosso per vitalità e amore.
Uso ciò che mi serve: in genere dipingo con acrilici su tela o legno, a volte pitture industriali e altri veleni, e accompagno ogni dipinto con una mia breve poesia o testo. Rubo simboli antichi e moderni da culture diverse e dipingo con un tratto rapido, perché non conta tanto la forma, quanto che la rinascita cominci.
Dipingo i mostri e la rinascita dopo i mostri, e questa è la mia ricerca e il mio messaggio: Che tu possa guarire e rinascere.








