Genesi di un’opera

La Genesi di una scultura, un quadro , una foto raccontata dall’artista


TEOREMA DI PITAGORA 002, SCIENZA ODIERNA, breve commento dell’autore

Oramai, l’arte non è sempre e soltanto la rappresentazione della bellezza. In molteplici casi l’arte è un mezzo per sensibilizzare lo spettatore. 

Nel caso degli artisti visivi, questo avviene attraverso opere che si percepiscono tramite il senso della vista, tantissime volte, seppur carenti di “bellezza”, vere e proprie opere d’arte! Castaldo dice “Che bella è l’opera d’arte che emoziona i sensi, ma quanto più bella quella che emoziona l’anima e ci porta a meditare”. L’artista fa uso pieno di questa caratteristica essenziale dell’arte contemporanea,  anteponendo la forza del messaggio espresso, alla classica “bellezza”.  

Quest’opera TEOREMA DI PITAGORA 002, SCIENZA ODIERNA, appartiene alla serie TEOREMA DI PITAGORA, che Castaldo iniziò e presentò nella PIAG GALLERY di Miami nel lontano anno 2000, e che seppur con pause per dar spazio ad altre sue diverse serie,  non ha mai abbandonato.  

In questa serie, attraverso la rappresentazione grafica del celebre teorema, sempre attuale, sempre valido ed eterna verità, l’artista integra l’arte visiva con frasi e pensieri letterari che hanno un significato specifico, con l’aggiunta di collage e oggetti di forte impatto, ottenendo uno stile particolare, spesso catalogato come espressionismo astratto, ma che lui preferisce chiamare “DENUNCISMO MATEMATICO” ossia Denuncia Matematica. Si ricorda che il teorema di Pitagora, che molti riducono a c2=a2+bha il suo origine nella grafica e figure della geometria e non nella matematica, che è soltanto una conseguenza o derivazione postuma.

Pur avendo meticolosa cura dell’estetica in quanto a proporzioni, armonia delle linee, figure e mescolanza dei dolori, l’artista centra il suo obbiettivo nella rappresentazione delle tante menzogne imposte, le quali lui posiziona nel quadrato centrale lasciato dai triangoli, quadrato che lui denomina “FINESTRA DELLE DESIGUAGLIANZE”.  In quest’opera particolare TEOREMA DI PITAGORA 002, SCIENZA ODIERNA, è da risaltare la frase di sua “autoria”:  “Come mi abbaglia la scienza odierna, che fa sì che una persona morta, possa vivere a un costo di milioni di dollari, mentre milioni di persone vive, muoiono per mancanza di un solo dollaro”.

Vincenzo Castaldo


Non sono un Angelo

Il mio braccio proteso verso il buio

indica l’ignoto.

E’ un buio corposo, quasi morbido,

una profondità di mistero.

Là è la luce, quella che scioglie

l’indefinibile.

Io sono il messaggero di armonia,

io sono la Luce.

Arrivo intorno a voi e illumino le cose

per renderle perfette.

Dovete però accorgevi:

è questa la differenza tra chi

vive davvero e

chi spreca il suo tempo.

Eva Boglio


Rachmaminov – preludio 5 op 32

Comporre è una parte essenziale del mio essere, come il respirare e il mangiare: è una delle funzioni essenziali della mia vita. Il mio desiderio costante di comporre musica è realmente la mia necessità interiore di donare un’espressione musicale ai miei pensieri”.

Così scriveva l’autore e noi troviamo nella sua musica tutto questo suo sentire.

Il preludio n° 5 dell’opera 32 è uno dei 24 preludi composti in ventiquattro tonalità diverse.

Cambiano le atmosfere ma rimane un unico spirito creatore.

Sono presenti dolcezza, delicatezza, lirica, passione, eroico, epico e soprattutto l’essenza dell’umano.

Nella musica di Rachmaninov, infatti, possiamo riconoscere tutti qualcosa che ci appartiene, che ha un valore collettivo e universale.

Ascoltando questo e gli altri preludi se ne esce perdutamente innamorati e non possiamo più starne lontani.

Silvio Fazio


Ritratto di Villa Oliva

MI RICORDO DI TE

Ti osservo mentre apri la  scatola delle tue foto. “Ma perchè non le metti in ordine?”.

Ti  rimprovero, ma tu alzi le spalle con un sorriso. Prendi la prima foto, la guardi e poi me la passi. Su ogni foto ti soffermi e mi descrivi il momento dello scatto, nei tuoi occhi c’è una luce affascinante.

Rivivo così con te i tuoi tempi saltando da un età ad un‘altra, da un posto all’altro come in un film mal montato o montato ad arte.

In questa  mia raccolta ho messo alcune delle tue  foto e nel tuo ritratto ho messo le sensazioni che mi hai raccontato e quelle che hai fatto nascere in me.  

Mi piace ricordarti così, come non ti ho mai conosciuta: una ragazza bella e spensierata, come probabilmente lo sei ancora ora nel tuo nuovo corpo.

Violetta Viola


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